Ricche di grassi insaturi, vitamina E e magnesio, le noci sono semi appartenenti alla famiglia della frutta secca e per anni hanno fatto parte dell’alimentazione delle popolazioni montane, guadagnandosai l’appellativo di “pane dei poveri”, grazie al loro elevato apporto energetico e alla facilità con cui potevano essere reperite.
Antichissime e originarie dell’Asia Minore, le noci sono protagoniste di leggende e credenze storiche, fin dai tempi dei Greci e dei Romani.
La parole noce significa letteralmente “ghianda di Giove”. L'etimologia sembra essere storicamente legata alla pianta del Noce che, per via della sua maestosità, era stata consacrata proprio al celebre dio Zeus. In effetti, questo albero da frutto dalla folta chioma vanta delle dimensioni considerevoli, che possono raggiungere anche i 20 metri di altezza.
Rispetto agli altri alberi, il Noce si sviluppa e cresce isolato perchè le sue foglie rilasciano una sostanza chiamata juglandina che danneggia o addirittura uccide i vegetali circostanti. Questa sua caratteristica ci riporta all'opera Naturalis Historia di Plinio Il Vecchio, in cui
Questa sostanza potrebbe essere lo stesso veleno di cui parlava Plinio Il Vecchio nella Naturalis Historia, in cui lo scrittore e filosofo individuava gli effetti negativi che la noce avrebbe sul cervello umano. Che si riferisse alla medesima sostanza?
Le leggende che legano le noci alla mente umana si sono susseguite anche nel corso del Medioevo.
La somiglianza fra i gherigli e gli emisferi cerebrali venne notata già all’epoca della Signatura Rerum, opera in cui le proprietà curative delle piante venivano associate alla loro somiglianza con gli organi del corpo.
Per questo, in contraddizione con le credenze diffuse in epoca romana, si diffuse l’idea secondo cui le noci fossero in grado di curare le malattie del cervello, dal semplice mal di testa, ai disturbi mentali e gli attacchi epilettici.
Tuttavia, anche in questo periodo storico non sono mancate le connotazioni negative legate alla noce: alcune credenze popolari infatti, sostenevano che gli alberi di noce segnassero i luoghi in cui le streghe svolgevano i propri raduni.
Ed è sempre nel Medioevo che le noci cominciarono ad acquisire anche forte valenza economica oltre che simbolica: le chiese francesi, ad esempio, le utilizzavano come metodo di pagamento, avvalendosi di persone appositamente incaricate per misurarle e pesarle.
In alcuni Paesi il legame tra noci e denaro continua ad rivestire una certa importanza anche ai giorni nostri. In Cina questi frutti sono oggetto di collezione e quanto più risultano antiche e simmetriche, tanto più il loro valore aumenta. Basti pensare che una coppia di noci identiche è stata venduta all’esorbitante cifra di 31.000 euro.
A prescindere dalle tante credenze del passato e del presente, la noce è un prodotto molto apprezzato in cucina che, grazie alla sua versatilità, si presta ad essere consumato sia al naturale, sia all'interno di moltissime preparazioni, a partire dagli antipasti fino ai dessert.
Noi ve lo proponiamo in versione salata: la nostra Salsa di Noci Sapori Sinceri, realizzata con noci macinate, olio di oliva e formaggio, è ottima per i primi piatti, ma è una formidabile alleata anche per sfiziosi crostini e bruschette.
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